Utilizzare i social network nella formazione: sfida possibile PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Besana, autore della tesi ‘Social network e apprendimento: le teorie implicite degli utenti’ - www.stefano-besana.net   
Venerdì 05 Febbraio 2010 14:49

È possibile che i Social network site (Sns) non siano solo una perdita di tempo? È possibile che Facebook, esempio per eccellenza, non abbia come unico scopo quello di mantenere contatti e relazioni? È possibile impiegare in maniera utile e costruttiva il tempo trascorso negli ambienti virtuali? A giudicare dai risultati della presente ricerca condotta su 320 soggetti frequentatori di reti sociali, la risposta sembra essere affermativa e rivelare, anche, qualche sfumatura interessante.

L’influenza che i Sns esercitano – ed eserciteranno nei prossimi anni – sulla nostra vita quotidiana, oltre a essere assolutamente significativa, tanto da eliminare la passata contraddizione tra ‘virtuale’ e ‘reale’ (come già Pierre Levy aveva teorizzato già nel 1995), si articola su differenti livelli di complessità, comprendendo tutte le dimensioni dell’individuo (linguistica, culturale, politica, economica, sociale, identitaria ecc.). D’altro canto, la psicologia cognitiva ci insegna che le rappresentazioni, più o meno implicite, che le utenze possiedono relativamente a uno specifico strumento sono cruciali nel determinarne l’uso e lo scopo: come a dire che la funzione di uno strumento tecnologico è dettata dall’uso che ne viene fatto. La rete internet, nata originariamente come costola militare, è l’esempio più lampante di questo processo.

La ricerca si è concentrata su tre dimensioni specifiche: una prima legata alla comprensione più approfondita (che prendesse le mosse dalla letteratura presente sull’argomento) del pubblico che frequenta abitualmente i Sns definendone abitudini d’uso, auto-attribuzioni ed eventuali caratteristiche sociali e cognitive specifiche; una seconda dedicata ad analizzare le loro rappresentazioni in materia di apprendimento; e l’ultima, la più specifica, indirizzata a indagare la possibilità di configurare tali ambienti virtuali come spazi deputati all’apprendimento. Si è voluto procedere erogando due differenti questionari in due diverse versioni linguistiche ai quali hanno partecipato 320 soggetti. Il tutto in modalità online per coerenza e validità ecologica con i temi studiati.

I dati che emergono testimoniano la possibilità di impiegare tali piattaforme come strumenti adatti per l’apprendimento, soprattutto valorizzando gli aspetti di condivisone e co-costruzione di significati che vengono facilitati da questi strumenti. I Sns sarebbero particolarmente adatti per scambiarsi idee, esperienze, opinioni, imparare le lingue e per valorizzare il cosiddetto peer-learning, discostandosi da una didattica tradizionale che vede nel docente ‘colui che sa’ e nel discente ‘colui che non sa’. Attraverso questi ambienti sarebbe, infatti, possibile abbattere costi di connessione, di contatto e di scambio tra le persone. Tra gli aspetti negativi le utenze sottolineano soprattutto le note tematiche: privacy, perdita di controllo sul proprio lavoro e sicurezza.

La ricerca si è altresì concentrata nell’analisi di un’applicazione specifica: Teach the people (Ttp) attraverso alcune interviste semi-strutturate a utenze che hanno impiegato concretamente l’applicazione. Ttp funziona in maniera analoga alle tradizionali piattaforme di e-learning, permettendo di creare forum, chat, caricare documenti, materiali, effettuare valutazioni, impostare permessi di accesso ecc... Lla differenza sostanziale è legata alla praticità e alla convenienza: Ttp si integra in maniera perfetta con il nostro profilo Facebook, abbattendo qualunque costo di configurazione e di predisposizione della piattaforma e riducendo notevolmente le necessità di educare le utenze all’uso dello strumento (le logiche di fondo, essendo legate al noto Sns, sono intuitive e immediate).

Va rilevato anche che la ricerca ha fatto emergere come accanto a questi aspetti d’innovazione e progresso emergono ancora visioni dell’apprendimento tradizionali che insistono sulla valorizzazione delle dinamiche classiche: il che ci porta a riflettere sulla necessità di muoversi sempre a due livelli d’intervento (qualora si voglia procedere nella in questa direzione), la prima rivolta alla tecnologia e la seconda alle persone, in modo che sia possibile elaborare un progetto in grado di essere veramente innovativo. Senza tale duplice lavoro la semplice tecnologia riuscirebbe difficilmente a modificare le attuali condizioni.

Va da sé che le implicazioni di un processo come quello riportato sono elevatissime: non solo a livello di ricerca accademica o di applicazioni scolastiche ed educative, ma anche, e soprattutto, per le aziende che intendano investire in questo settore.

Da parte degli educatori e dei discenti che verrebbero coinvolti direttamente nel processo sono sicuramente richieste alcune abilità superiori rispetto a quelle legate alle logiche tradizionali: è necessario considerare tali strumenti come uno strumento e non come il fine da raggiungere. Se ci si muove con questa visione di fondo sarà possibile ricavare grossi vantaggi dall’applicazione concreta dei temi studiati.

La vera sfida del futuro consiste nel fare tesoro delle parole del sociologo Manuel Castells: “non esistono rivoluzioni tecnologiche senza trasformazioni culturali”, consapevoli di come educatori, formatori, innovatori, ma anche solo semplicemente coloro che volessero assecondare il progresso senza esserne travolti, non debbano smettere mai di aggiornarsi, informarsi e documentarsi sviluppando e facendo sviluppare agli altri quel senso critico che rende possibile un uso adeguato di qualunque strumento.

Senza tale lavoro qualunque potenziale utilizzo proficuo dei SNS sarebbe assolutamente impensabile.

 

 

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 

Ultimo numero

logo_insme2011
banner_insme
banner_innovazione iphone
start_up_iscriviti
Percorsi dell'innovazione
startupbusiness new2
Polo Tecnologico
banner rete incubatori
innovazionenergia banner