Democenter Sipe, centro dell’innovazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Dicembre 2009 13:17

Tydock Pharma svolge attività di ricerca in ambito farmaceutico, Embit sviluppa sistemi elettronici a microprocessore e soluzioni wireless.

Sono le due start up che Democenter-Sipe, il centro modenese per l’innovazione, ha portato all’interno dei Percorsi dell’Innovazione, l'area incubatrice di Smau. L’avanguardia di una pattuglia più nutrita, che nel corso degli ultimi anni ha spiccato il volo dall’ateneo di Modena e Reggio Emilia, e che durante i prossimi mesi sarà sostenuta da un pacchetto di iniziative e servizi ad hoc.

“La valorizzazione delle nuove imprese innovative – spiega il direttore di Democenter Enzo Madrigali - è una direzione nella quale intendiamo far crescere il nostro impegno e l’attenzione del territorio, in quanto potenziali veicoli di trasformazione per tutto il tessuto produttivo. Siamo un territorio avanzato, un sistema economico competitivo che solo nell’innovazione può trovare però il terreno adeguato per avviare con successo una nuova stagione di sviluppo”. Da qui la scelta di intensificare gli investimenti in questa direzione, anche da parte del sistema pubblico.

La materia prima non manca, come testimoniano le due realtà citate. Tydock Pharma ha vinto il bando Eurotrans Bio, la sua attività, intorno alla quale ruotano cinque persone, è finalizzata principalmente all’individuazione di farmaci di nuova generazione con l’obiettivo di cedere in licenza a terzi i prodotti per la fase clinica, una volta completato il profilo farmacologico e ottenuta la protezione brevettale. Sfruttando un meccanismo biologico nuovo in grado di colpire un bersaglio batterico inedito e specifico (ThyX), Tydock Pharma ricerca nuovi composti bioattivi da utilizzarsi per la cura di patologie infettive quali la tubercolosi causata dal Mycobacterium tubercolosis e disturbi gastrointestinali (ulcera gastrica) causati dall’agente infettivo Helicobacter pilory.

Embit, nata nel 2004, ha ottenuto l’accreditamento di Freescale, leader mondiale nell’elettronica. L'obiettivo iniziale della start up è fungere da collegamento tra il mondo accademico e quello industriale, realizzando sistemi a intelligenza distribuita capaci di interagire l’un l’altro, soluzioni embedded dotate di connettività wireless (ZigBee, BT, WiFi): dallo studio di fattibilità alla progettazione e lo sviluppo di applicazioni ad hoc, sino alla realizzazione di prototipi e alla ingegnerizzazione di prodotto. Come si accennava, queste due imprese sono l’avanguardia di un drappello molto più nutrito.

Risale sempre al 2004 la nascita di GeneMore nel campo della diagnostica; mentre nel 2005 hanno visto la luce Mimesis, Re-lab e Nirox negli ambiti rispettivamente di meccanica, meccatronica ed elettronica. Nel 2006 ad accompagnare Tydock sono state Xbw e Vision-E (meccatronica e Ict) e l’anno seguente hanno visto la luce Raw Power, operante nel campo dell’elettronica e Epoca, dell’Ict. Nell’ultimo biennio sono nate ancora cinque spin off: Astra research, Pin cell e Cracef che, dal 2008, si occupano nell’ordine di meccanica, farmaceutica e agroalimentare, mentre Data River e Rigenerand dal 2009 sono impegnate nella ricerca in Ict - la prima – e medicina rigenerativa, l’altra.

Sono in totale sedici le spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, undici ospitate all’interno delle strutture accademiche e cinque esterne, orientate nel settanta per cento dei casi al mercato nazionale e per il restante trenta a quello estero. Ma non sempre la nascita di un’attività è cosa semplice. Da un’indagine realizzata dall’ateneo sono emerse infatti alcune problematiche, dovute principalmente ad una scarsa percezione, da parte di queste giovani aziende, della rilevanza delle attività di marketing e a una difficoltà di accesso alle fonti di finanziamento - istituzionali o private. A questi si aggiungono problemi relativi agli spazi, che nella maggior parte dei casi sono a utilizzo non esclusivo, con frequenti spostamenti di collocazione e alla complessità burocratica dell’apparato socio pubblico.

In questa direzione si è mosso il centro per l’innovazione Democenter-Sipe, con l’introduzione di tre nuovi servizi per lo sviluppo e la promozione delle imprese innovative. A partire dal Club delle neo-imprese hi-tech avviato nel 2009 per aiutare start up e spin off hi-tech ad avere maggiore visibilità sul mercato. A seguirlo è stata la Borsa delle idee, un servizio attraverso il quale Democenter-Sipe mette a disposizione degli aspiranti imprenditori un team di valutazione dell’idea, consulenze per la stesura o il completamento del business plan, incontri con imprenditori del settore di appartenenza e finanziatori, oltre a ricercare strumenti di finanza agevolata. Con lo scopo di favorire lo scambio di informazioni, è in arrivo invece l’ Incubatore virtuale, una comunità on-line di imprese hi-tech che oltre a condividere le proprie esperienze attraverso la rete, ricevono newsletter periodiche sulle attività di loro potenziale interesse.

Il 16 e 17 dicembre 2009 Innova Day mette al centro giovani ricercatori, spin off e start up hi-tech. Innova Day, evento organizzato da Democenter-Sipe e Università di Modena e Reggio Emilia, tratta temi che vanno dai servizi per la creazione e il sostegno delle imprese hi-tech agli strumenti offerti da banche e business angel per finanziare e sostenere nuove idee d’impresa. In programma un convegno su esperienze di successo di start-up innovative e due workshop a contorno di un momento centrale di pitching, dove business angel, fondi di investimento e investitori non istituzionali incontrano le idee imprenditoriali più promettenti provenienti da tutta Italia.

 

 

 

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 

Ultimo numero

logo_insme2011
banner_insme
banner_innovazione iphone
start_up_iscriviti
Percorsi dell'innovazione
startupbusiness new2
Polo Tecnologico
banner rete incubatori
innovazionenergia banner