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Il mondo del venture capital e l’importanza delle reti di relazione

Startup e investitori si scambiano non solo denaro e quote di aziende ma anche conoscenze, esperienze, contatti che spesso fanno la differenza

immagine relazioni_vcL'importanza del venture capital viene enfatizzata soprattutto nei momenti di recessione economica, durante i quali i proclami a supporto di politiche volte a stimolare l'imprenditoria, giovanile e non, mirano a incentivare la nascita di nuove imprese e quindi posti di lavoro. Studi più o meno accademici acclamano le qualità del Vc e la sua utilità per finanziare aziende giovani ma innovative e quindi piene di potenzialità. Spesso però non è chiaro se questo tipo di investimenti crei valore o semplicemente sia un meccanismo darwininiano di selezione. Infatti non sempre è evidente se i venture capitalist abbiamo come scopo principale quello di selezionare le migliori aziende presenti sul mercato, che quindi già esistono e che potrebbero svilupparsi, magari più lentamente ma anche in maniera indipendente; oppure abbia le capacità necessarie a trasformare startup che sì hanno il potenziale necessario a diventare top player, ma che senza il necessario apporto finanziario e manageriale sarebbero destinate al fallimento o quantomeno all'anonimato. In Italia questo tipo di investimenti non è molto sviluppato ma ha quotato a Piazza Affari società molto interessanti quali Yoox, Newron, MutuiOnline, Bioxell ed Eurotech.

Il network come punto di forza
La ricerca accademica e professionale ha posto notevole enfasi sul valore aggiunto del Vc nel reclutare talenti da inserire nell'organico, nell'apportare notevoli doti manageriali e capitale finanziario, nell'offrire notevoli contatti all'interno dell'industria. Per esempio uno studio di MacMillan, Kulow e Khoylian pubblicato sul Journal of Business Venturing dimostra che i venture capitalist aiutano i loro investimenti a sviluppare il business, a selezionare il management, a gestire il personale e ovviamente supportano le startup nella gestione finanziaria. A tal riguardo, durante le mie ricerche, sto focalizzando la mia attenzione su uno dei punti di forza del Vc che però non è ancora stata sviluppata sistematicamente: la capacità di fare network. Infatti, appare chiaro che una volta che una società giovane e dinamica entra a far parte di un portafoglio di investimenti di Vc, le si apre un mondo di contatti e possibilità. Al fine di offrire un quadro chiaro del network a cui una startup accede dopo l'investimento di Vc ho collezionato materiale da varie fonti e intervistato personalmente sia imprenditori che hanno ricevuto investimenti nelle loro società, sia Vc manager internazionali. Innanzitutto appare evidente che i Vc ritengano il loro network come uno dei motivi principali del loro business model. Per esempio InvestorLab, una delle principali global investment firm di Vc, scrive sul suo sito internet: "Investor Growth Capital portfolio company ottengono accesso a un network di valore. Le nostre startup possono far leva sulle relazioni intraprese dai professionisti di Investor Growth Capital, ottengono accesso anche ai nostri consulenti ed esperti, a una comunità di portfolio company in settori collegati, e soprattutto a un network internazionale di persone e società che è stato sviluppato attraverso quasi un secolo di attività imprenditoriale".

Il valore del network viene enfatizzato anche da Kleiner Perkins Caufield & Byers (Kpcb), uno dei maggiori Vc americani che riporta sul suo sito internet: "I nostri imprenditori ottengono accesso alle nostre portfolio company e possono associarsi con business leader globali. Queste relazioni sono la base per alleanze strategiche, opportunità di partnership e per la condivisione di informazioni utili a creare nuove iniziative più velocemente, profittevolmente e con meno rischi".
Y Combinator, uno dei più grandi incubatori in Usa, allarga il concetto di network anche ai fondatori di startup in cui la compagnia ha precedentemente investito, i cosiddetti 'alumni'. Descrivendo il loro operato, i partner di Y Combinator dichiarano che il loro alumni network è "probabilmente il più potente network nel mondo delle startup sia per le sue dimensioni sia perché i suoi partecipanti hanno un forte stimolo ad aiutarsi a vicenda". Per esempio uno degli alumnus dichiara: "io sono molto contento quando una nuova startup mi contatta perché: a) ora ho molte conoscenze che posso condividere e : b) ho un desiderio bruciante di ridare qualcosa di ciò che ho ottenuto. Di recente ho presentato un alumnus a molte persone perché mi sento indebitato verso la 'famiglia'. La famiglia, (io e i precedenti alumni) eravate la mia salvezza fino a poco fa. Una persona non lo dimentica. A ogni modo, gli alumni non sono ciecamente fedeli. In ultima istanza ciò che tiene network insieme è la qualità delle persone che vi appartengono". Infatti un altro imprenditore scrive: "Io sono disposto a introdurre un fondatore sponsorizzato da Y Combinator praticamente a tutte le mie conoscenze in quanto so che ha passato il filtro di selezione di Y Combinator".

Inoltre, uno dei manager di un Vc internazionale estende il concetto di network a potenziali investimenti aggiungendo che solitamente considerano potenziali sinergie tra i loro investimenti anche prima di effettuare l'investimento. Infatti, a volte presentano le loro società a investimenti prospettici e cercando di capire se ci siano possibilità di sinergie e scambio di informazioni. Se le società possono lavorare insieme, questo può essere un incentivo a investire nelle compagnie.
Come si può notare dalle varie fonti sparse nei vari continenti, vengono evidenziati quattro tipi di network che hanno il compito di offrire spunti di riflessione e risorse concrete alle startup: a) un network professionale che solitamente ingloba direttori, manager, personale altamente qualificato e consulenti specializzati; b) un network di società che hanno ricevuto investimenti di Vc (portfolio company) e che quindi solitamente hanno problemi simili e che hanno l'incentivo a collaborare per sviluppare il loro prodotto; c) un network di investitori che possono facilitare il fund raising nei futuri round di investimento; d) un network di alumni.
Ma quali sono i modi utilizzati dai Vc per incentivare e favorire questo scambio di conoscenza e risorse? Nel dettaglio, tramite le interviste effettuate, sono apparse evidenti tre pratiche comunemente usate nell'industria di Vc: a) una mailing list che connette i Cfo (direttori amministrativi) o Ceo (amministratori delegati) delle varie portfolio company e b) regolari Ceo summit a cui partecipano le startup e illustri invitati esterni, c) il ruolo di intermediario che interpretano i vari investitori.

La mailing list come mezzo di comunicazione
La mailing list è un servizio che molti Vc offrono al fine di mettere in contatto gli imprenditori che hanno ricevuto un investimento. Questo offre la possibilità di ricevere risposte immediate a quesiti urgenti tramite i Ceo o Cfo delle altre compagnie presenti nel portafoglio Vc. Per esempio Juha, il Ceo di Madbid, una società che ha ricevuto investimenti da Atomico specializzata in online bidding in stile Ebay, ha usato la mailing list per ottenere risposte a questioni inerenti le tecnologie internet e le risorse necessarie a sviluppare i suoi servizi e ha ricevuto feedback immediati. Juha ha riferito che "è molto importante che tu condivida la tua visione con altre aziende con problemi simili ai tuoi, nel settore internet è comune avere simili problemi, per esempio come spedisci i tuoi prodotti, che sistema tecnologico usi ecc. È vero che puoi cercare e trovare molte informazioni online, ma su internet le aziende creano storie solo per promuovere i loro prodotti e servizi; tu però non sai veramente se quello che dichiarano sia vero o meno. Attraverso la mail list puoi ricevere esempi concreti, esperienze reali che possono essere molto utili per scegliere tra le diverse opzioni".

Ceo summit come luogo di incontro
Un'altra pratica molto utile e diffusa è quella di organizzare incontri ricorrenti in cui sono invitati a partecipare sia i vari Ceo delle startup che personaggi di spicco del mondo tecnologico. Esempi di summit organizzati dai Vc includono Accel, Intel, Khosla Ventures e molti altri. Per esempio un manager di un grande Vc specializzato nel settore life science ha riferito che loro organizzano "due volte l'anno un summit nel quale invitano tutti i Ceo dei loro investimenti che si trovano quindi tutti insieme per una settimana nello stesso luogo. Questi summit sono molto utili alle aziende in quanto queste possono conoscersi e tenersi in contatto, ed eventualmente scambiarsi informazioni e conoscenze". Anche Accel sfrutta molto questo tipo di eventi sia all'interno del suo network sia come promozione verso l'esterno. Infatti organizzano in maniera ricorrente il Global Ceo Summit il quale un ex-Accel manager intervistato elogia dicendo che questo tipo di eventi di networking sono estremamente importanti. Ha spiegato che in questi summit "tu porti tutti i Ceo delle tue aziende in una stanza, una volta l'anno; e poi inviti anche i Ceo di grandi compagnie come per esempio Steve Ballmer di Microsoft e li lasci fare network tra di loro. È come una conferenza privata per le tue società. È probabile che qualcuno nella stessa stanza abbia gli stessi problemi e ti possa aiutare a risolverli. Noi crediamo sempre nel network, le persone si incontrano e hanno accesso ai rispettivi network e così gli affari si portano a casa".
Intel Capital, il Vc aziendale di Intel, la famosa multinazionale di processori, organizza ogni anno in diverse location nel mondo conferenze che si snodano in un forum di due giorni. "Portare le persone giuste pone le basi per collaborazioni innovative e nuove relazioni d'affari. I partecipanti si trovano immersi in un mondo di networking, comprese presentazioni uno-a-uno, sessioni mirate a mettere in contatto le società giuste, presentazioni e discussioni con esperti e una miriade di attività sociali". Esempi per apprezzare il calibro di queste personalità possono essere ripresi da Khosla Ventures che ha avuto l'onore di ricevere presentazioni da Bill Gates (Microsoft), Eric Shmidt (Google) su Come sviluppare una compagnia, Tim Brown (Ideo) sul Pensare il design, Jack Dorsey (Twitter) che ha illustrato La prospettiva del fondatore.

Il venture capitalist come intermediario
Spesso i manager delle società di Vc mettono a disposizione il loro network al fine di facilitare lo sviluppo dei loro investimenti. Hussein Kanji, eletto recentemente come uno dei 100 investitori tech più influenti in Europa, e partner di Hoxton Ventures, un Vc con sede a Londra ha dichiarato durante la nostra intervista: "dove facciamo molte collaborazioni è nella condivisione di informazioni. E le nostre società hanno accesso a questa conoscenza tramite noi. Per esempio, se una società sta assumendo in un particolare campo, noi trasmettiamo l'informazione ad altre compagnie. Noi siamo i broker e diciamo: questi ragazzi stanno facendo molto bene in questo senso, perché non prendete un caffè con loro?" Ha anche aggiunto che questo scambio di informazioni può essere riferito a risorse umane, come risolvere le necessita di un cliente, come investire efficacemente online, come ottimizzare le ricerche sui motori di ricerca.
Questo studio ha evidenziato quindi uno degli aspetti chiave dell'investimento in venture capital, la capacità di fare network. Tramite interviste con alcuni dei più importanti venture capitalist del panorama italiano e mondiale è stato evidenziato che i vari Vc stimolano le loro società a conoscersi e collaborate, a scambiarsi informazioni a livello remoto tramite mailing list, a conoscersi e interagire sia tra loro sia con esperti durante incontri periodici all'interno di vari summit organizzati. Vorrei concludere citando uno dei manager di un grosso investitore Vc che ha dichiarato che "la cosa più importante è che il mondo dei Vc è un mondo ristretto, tutti si conoscono e quindi si fidano gli uni degli altri". Ciò che è apparso chiaro dalle mie ricerche è che le società di Vc favoriscono questo processo di small world e che potenzialmente la fiducia e le connessioni che riescono a stabilire sono tra i principali driver del loro successo.

Nota:
Questo articolo è una versione tradotta e rivista per Innov'azione del paper "Does networking with peers in venture capital (Vc) portfolios affect the performance of Vc-backed firms?" scritto da Cristiano Bellavitis, Igor Filatotchev e Samuel Kamuriwo ed è possibile richiederne una copia tramite email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o twitter: @CBellavitis
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